Media, mobile e rivoluzione tecnologica: possiamo fare tanto ma anche sbagliare tanto

Media, mobile e rivoluzione tecnologica: possiamo fare tanto ma anche sbagliare tanto

di Angelo Baiocchi


Dalla nascita dei mass media fino all’attuale discontinuità, la comunicazione di massa ha avuto bisogno dell’editore (inteso non come una persona fisica ma come  un insieme di risorse, tecnologie produttive e distributive, professionalità). 

L’editore veicola due tipi di contenuti: i contenuti propri, articoli, programmi etc, mediante i quali punta a essere attrattivo e a far acquistare il suo prodotto editoriale, e i contenuti di terzi che puntano a trovare spazio sul media dell’editore, per raggiungere i loro clienti o potenziali clienti che sono poi anche fruitori del prodotto editoriale. Questi terzi, che chiameremo complessivamente organizzazioni,  possono essere aziende, istituzioni o chiunque intenda comunicare a un utente finale.

Lo scopo dell’editore è quello di vendere al fruitore (cittadino, consumatore) il proprio prodotto editoriale in modo di poter vendere alle organizzazioni i contatti con i suoi fruitori.

Lo scopo delle organizzazioni è quello di raggiungere con i loro messaggi dei potenziali destinatari per ottenere da loro dei comportamenti, comportamenti di acquisto, di adesione, di simpatia nei confronti del brand o del prodotto dell’organizzazione.  

 

Quanto detto era esaustivo fino a un recentissimo ieri. Oggi non è più così e la storia ormai più che secolare del sistema dei media ha conosciuto, e sta conoscendo, una discontinuità che questa volta è perfettamente legittimo definire “epocale”. Attraverso le nuove tecnologie l’utente del sistema dei media (finora solo lettore, ascoltatore, spettatore) può diventare ed è di fatto diventato a sua volta redattore di contenuti e, cosa sensazionale, può pubblicarli. Ognuno ha potenzialmente la possibilità di emettere “mass messaggi”: non solo lettere al direttore o reclami all’azienda in un rapporto sostanzialmente a due;  può a tutti gli effetti pubblicare, avendo a disposizione la tecnologia per raggiungere potenzialmente chiunque abbia un collegamento a Internet e superando in scioltezza ogni barriera di costi per accedere alla pubblicazione. Ha quindi la tecnologia, le risorse e la capacità distributiva per essere, oltre che un redattore di contenuti, anche un editore che li produce e li distribuisce. Può pubblicare testi, foto, audio, video, grafica etc.

Il nostro redattore pubblicante entra quindi direttamente dalla porta principale della mass communication, quella della multimedialità più ricca ed efficace. E non è tutto: gli utenti/redattori/editori non solo pubblicano, ma parlano tra di loro, dialogano, conversano, anche ignorando una interlocuzione diretta con i media e con le organizzazioni, creando così delle conseguenze del fenomeno comunicativo del tutto nuove, a un tempo grandiose e pericolose.

La possibilità di essere redattore/editore è data ovviamente non solo agli individui ma  anche  alle organizzazioni, in grado come sono di redigere e pubblicare direttamente contenuti, senza  passare per la mediazione dei mass media editoriali, e anch’esse in grado, oltre che di parlare, anche di ricevere, di ascoltare, di dialogare (figura 1).

Media mobile e rivoluzione tecnologica - Lo scenario editoriale

Figura 1: lo scenario editoriale

 

La nuova comunicazione di marketing e non solo è anche e soprattutto questo: la relazione tra due soggetti entrambi parlanti e entrambi in grado di influenzare i comportamenti del mercato, fosse anche con una disparità di forze di un miliardo a uno.

Se si vuole è parlare al consumatore quindi, la prima preoccupazione è oggi quella di conoscerlo: certo sapere cosa fa, quale è la sua dieta mediatica, quali sono i touchpoints più efficaci. Ma anche conoscerlo dentro, cercare di capire se ci crederà o non ci crederà, come reagirà al nostro messaggio che oggi può seguirlo-inseguirlo dappertutto in maniera mobile. Cercare di capire quando e come possiamo entrare nella sua vita individuale, anche a prescindere dal fatto che stia fruendo di un mass media o meno, senza essere controproducenti (ognuno è un possibile editore di massa: può non solo rifiutarci ma anche danneggiarci). In un mondo, teniamo presente, in cui il 79% degli utilizzatori di smartphone o ha installato un ad-blocker o si dichiara interessato a farlo. Big data quindi sempre più focalizzati su individual data uniti a tanta sensibilità interpretativa.

Ci sono, rispetto a ieri, tantissime possibilità in più di stabilire un contatto, soprattutto un contatto mobile, con chi potrà ascoltare le nostre proposte e potrà scegliere di acquistare ciò che noi gli offriamo. Ma ci sono anche altrettante possibilità in più, rispetto a ieri, di sbagliare.

 


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